il malocchio diagnosi riti leggende

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Il malocchio è una tradizione popolare molto radicata e dalle origini antichissime (anche Cornelio Agrippa, nella sua opera La Filosofia Occulta o la Magia ne fa un’accurata descrizione definendolo come una forza che partendo dallo spirito del fascinatore entra negli occhi del fascinato e giunge fino al di lui cuore. Lo spirito è, dunque, lo strumento della fascinazione).

La diffusione di questa credenza è maggiore in determinate aree culturali.

Il malocchio, termine il cui significato è “occhio che getta il male” è una vera e propria forma di superstizione; chi gli attribuisce credibilità (ma non vi sono evidenze scientifiche che possano giustificarla) ritiene che alcune persone (ma anche animali, per esempio il rospo o il serpente) abbiano il potere di provocare eventi malefici con il proprio sguardo.

 

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Pur essendo del tutto privo di interesse squisitamente scientifico, lo studio del malocchio può essere sicuramente interessante dal punto di vista storico e dal punto di vista antropologico.

Secondo la tradizione alcune persone possono “dare il malocchio” volontariamente, mentre altre possono esercitarlo in modo involontario (a causa di invidie, ossessioni, delusioni amorose e via discorrendo).

Dal punto di vista fisico i problemi provocati alla persona colpita dal malocchio sarebbero violenti mal di testa, nausea, vomito, cattivo umore, depressione; più in generale poi potrebbero verificarsi eventi particolarmente negativi sia dal punto di vista affettivo sia dal punto di vista economico ecc. Il malocchio può essere a carico di una persona, ma anche di cose.

Il termine malocchio è di fatto simile in molte lingue nel senso che la traduzione è spesso letterale o quasi (evil eye, occhio del male, in inglese, mal de ojo, male dall’occhio, in spagnolo ecc.). In lingua italiana malocchio è sinonimo di iettatura o jettatura (anche se alcuni autori ritengono che si tratti di due cose diverse).

Una cosa è certa: la persona che è ossessionata da malocchio o malefici vari è una personalità insicura che va facilmente in crisi di fronte alle difficoltà che la vita può porle di fronte.
La “diagnosi” di malocchio
Nelle aree dove il malocchio è ancora relativamente diffuso vi sono persone che ritengono di avere la capacità di sapere se una certa persona è stata colpita da malocchio. Generalmente si tratta di donne piuttosto anziane che tramandano poi il loro “potere” a persone di loro fiducia, solitamente familiari. Sembra che, dopo che è avvenuta la trasmissione del potere, la persona che lo ha trasmesso perda la sua capacità di effettuare il rito; è per questo motivo che molte volte la trasmissione avviene quando la persona sente che si sta avvicinando alla fine dei suoi giorni.

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Esistono procedure alquanto curiose, generalmente molto simili tra loro, per diagnosticare e anche eliminare il malocchio. Le varianti ai riti dipendono generalmente dalle zone in cui ci si trova e dalle abitudini dei cosiddetti “guaritori”. Ciò premesso descriviamo una procedura piuttosto standard per la diagnosi e la cura del malocchio.

La persona che si sospetta essere stata colpita dal malocchio deve stare seduta; il guaritore riempie un piatto fondo con dell’acqua, con questo piatto esegue per tre volte il segno della croce verso la fronte del soggetto che si è rivolto a lui; mentre traccia i segni della croce il guaritore ripete mentalmente o comunque sottovoce le parole segrete previste dal rito. Dopo che ha terminato traccia su sé stesso, sempre per tre volte il segno della croce e, toccando i bordi del piatto, esegue ancora il segno della croce ripetendo ancora mentalmente le altre parole segrete previste dal rito. La formula segreta viene ripetuta tre volte

Terminata questa procedura è possibile ottenere la “diagnosi”; si versano nel piatto alcune gocce di olio di oliva prese da un contenitore apposito preparato in precedenza. Man mano che le gocce cadono nell’acqua si osservano: se l’olio si allarga la diagnosi è malocchio; può succedere che l’olio addirittura sembri scomparire; significa che la persona è stata colpita da malocchio già da diverso tempo e sarà più difficile da trattare, se invece l’olio si allarga poco vuol dire che la “maledizione” è nelle prime fasi, piuttosto leggera e, conseguentemente, scomparirà più facilmente.

Nel caso che l’olio resti a galla normalmente vuol dire che la persona non è stata colpita da malocchio e la cosa finisce lì.

Se la persona invece ha il malocchio si deve gettare via l’acqua in un luogo dove si ritiene che nessuno passi, altrimenti vi potrebbe essere la trasmissione del malocchio a chi la calpesta.

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Dopo aver gettato l’acqua si deve ripetere nuovamente il rito per altre due volte; già la seconda volta gli “occhi” che compaiono nell’olio dovrebbero essere più piccoli, mentre alla terza volte non dovrebbe esserci più niente. Se gli “occhi” compaiono anche durante la terza ripetizione del rito, significa che il malocchio trasmesso è piuttosto forte ed è necessario seguire una determinata procedura; si “tagliano” gli “occhi” con le forbici e si ripete il rito il giorno dopo. Preferibilmente il rito andrebbe ripetuto da persone diverse, una dopo l’altra. È importante che, una volta iniziato il rito contro il malocchio, esso non venga mai interrotto.

Sembra che i guaritori siano in grado vedere se chi ha fatto il malocchio sia una donna o un uomo; dipende da come si presentano le gocce dell’olio; se le gocce hanno accanto piccoli cerchietti allora il malocchio è responsabilità di una donna (o di più donne); se invece le gocce sono normali la responsabilità e da attribuirsi a uno più uomini. Se entrambe le tipologie di gocce sono presenti allora la responsabilità è da ricercarsi in più persone di sesso diverso fra loro.

Se tutto è andato bene, la persona colpita dal malocchio comincia a sentirsi subito meglio.

Il rito dell’olio: la spiegazione

Come è possibile spiegare “scientificamente” la diversità di comportamento dell’olio? Lo si può fare compiendo un facile esperimento che riassumiamo brevemente dalla pagina del CICAP.

Si prendano due piatti fondi uguali fra loro; dopo averli lavati con accuratezza e risciacquati con acqua calda, su uno di loro si passi un batuffolo di cotone imbevuto con un po’ d’olio. A questo punto si riempiano i due piatti con la stessa quantità di acqua. Si versi dunque, dalla stessa altezza, una goccia di olio nei due piatti; nel piatto che abbiamo unto con il batuffolo, la goccia che abbiamo versato rimarrà localizzata in una zona ristretta, nell’altro piatto la goccia d’olio sembrerà sparire; in realtà ciò non si verifica, se ne ha l’impressione perché la goccia si spande sulla superficie dell’acqua in uno strato estremamente sottile; infatti, se osserviamo il piatto controluce, è possibile notare la chiazza untuosa sulla superficie. La spiegazione del diverso comportamento della goccia d’olio nei due piatti è spiegabile con la differenza di tensione superficiale, differenza causata dalla presenza di olio nel piatto unto con il batuffolo di cotone. Chi compie la diagnosi di malocchio sulla base di come si comporta la goccia d’olio si affida, probabilmente in buona fede, al caso, dal momento che il responso dipende dall’accuratezza o meno con la quale il piatto è stato pulito.

Il malocchio in alcune zone

In alcune zone il malocchio sembra più radicato che in altre; non esistono statistiche in proposito, ma sembra che nelle regioni meridionali tale credenza sia tenuta più in considerazione che nel centro Italia e nel settentrione.

Alcuni studi sono interessanti e rivelano i diversi modi di interpretare questa particolare credenza. In Sardegna per esempio sembra che sia la donna l’oggetto e il soggetto del malocchio; le donne infatti sono più predisposte a essere colpite dal cosiddetto “occhio malvagio”; sono sempre però le donne quelle che hanno più potere in tal senso. Anche la “medicina dell’occhio”, ovvero i riti di guarigione, è gestita dal sesso femminile. Nei paesi sardi, ma anche in altre culture, c’è sempre un mischiarsi di credenza e religione. I riti “terapeutici” che si riscontrano nella regione sarda sono numerosi (sicuramente più di venti) e spesso, sebbene in forme diverse, vi si ritrovano recite di preghiere appartenenti alla tradizione religiosa cattolica legate a utilizzi di acqua, sale, olio, riso, grano, corna di muflone o di bue, carbone, carta ecc.

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Oltre alle cure esiste anche la prevenzione; la prevenzione dal malocchio viene effettuata ricorrendo ad amuleti vari o a particolari gesti.

A seconda delle zone e delle regioni esistono diversi tipi di amuleti; c’è chi tiene un sacchetto con sale benedetto, un chiodo, uno spicchio d’aglio, un ramoscello d’olivo ecc, appeso al collo; altri portano in tasca un cornetto di colore rosso, un chiodo ecc. altri si cuciono sugli abiti un pezzo di nastro rosso. I rimedi sono comunque innumerevoli e spesso alquanto bizzarri.

Conclusioni

Il malocchio può rivestire una certa importanza dal punto di vista antropologico; esso infatti può essere un buon indicatore del grado di civiltà di una popolazione; è innegabile infatti che tradizioni come il malocchio, le fatture, le maledizioni sono maggiormente presenti in zone caratterizzata da una mediamente più alta arretratezza culturale. Non a caso i cosiddetti guaritori sono per la maggior parte persone molto anziane legate a tradizioni molto antiche e a una visione molto preistorica della religione.

 

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